Modelli in resina - scala 1/35
Regia Marina Italiana
X^ Flottiglia Mas

MTL  1^ serie
S.L.C. 200 "Maiale"


Caratteristiche Tecniche e Cenni Storici
    Gli SLC 200 o più semplicemente “maiali”, sono stati i più noti mezzi d’assalto della X Flottiglia Mas. I risultati in azione, nel corso della II Guerra Mondiale, sono stati tutto sommato lusinghieri.
    Il progetto, anche se interamente studiato dai due Capitani del Genio Navale Teseo Tesei e Elios Toschi, per metodologia d’impiego, si collega comunque a quello della “Mignatta” del 1918.
L’idea nacque a Teseo Tesei fin dal 1927, ma solo dal 1935 si passò ai fatti con la realizzazione di alcuni prototipi. Era sufficiente adattare un siluro di serie per realizzare un trasportatore a bassa velocità; due i componenti dell’equipaggio che dovevano essere muniti di respiratori subacquei autonomi e di una carica esplosiva da applicare sotto le carene delle navi nemiche.
    La costruzione di questi particolari mezzi avvenne per lo più nelle officine Siluri di San Bartolomeo (La Spezia). La prima serie fu denominata SLC 100 ma, ben presto, fu sostituita/integrata con quella migliorata SLC 200 con un numero di produzione decisamente più elevato. Da fonti stimate, comunque, la produzione non superò i 50 esemplari compresi i prototipi.
    Come precedentemente detto questi mezzi erano una modifica dei siluri da 533 mm di serie per la Regia Marina, mentre tutte le modifiche erano sostanzialmente realizzate con materiali di “recupero”. La propulsione era affidata ad un motore elettrico alimentato, a sua volta, da una batteria con 30 elementi che erogavano circa 180A – 60V permettendo così una velocità massima in immersione di circa 3 nodi con una autonomia massima di circa 10 – 15 miglia.
    In superficie le prestazioni erano simili, ma sicuramente, permetteva un sensibile risparmio di aria degli autorespiratori.

    L’immersione era possibile grazie a due “casse di assetto” esauribili con due pompe elettriche ed una “cassa di zavorra” detta anche “rapida”, il tutto era controllato da aria compressa (200 atmosfere) tramite apposite valvole.
    L’armamento era costituito da una o due testate ad alto esplosivo (circa 230 kg di Tritolite o Tritotal) con i relativi congegni ad orologeria e speciali spolette per lo scoppio realizzate dalla “Borletti” di Milano.
La caratteristica più negativa del particolare mezzo era la sua “instabilità in quota”, nonostante l’accurata fase di preparazione dell’assetto (bilanciamento della zavorra) effettuata prima di ogni missione. A questo problema si aggiungeva spesso anche qualche piccola avaria.
   
Le tecniche di attacco di questi mezzi sono abbastanza note, ma va specificato che i mezzi venivano “avvicinati” il più possibile all’obbiettivo, una volta in acqua, la navigazione avveniva normalmente in modo silenzioso ed in superficie, soprattutto per non ridurre troppo l’autonomia dei respiratori. In caso di situazioni pericolose di avvistamento la navigazione era condotta a “quota occhiali” con l’ausilio degli autorespiratori. La vera è propria immersione avveniva in prossimità del bersaglio da colpire.
II Parte
Realizzazione del Siluro a Lenta Corsa 200

Le tre fondamentali dime in dotazione al kit

     Anche questo modello non presenta particolari difficoltà. E’ composto da poche parti in resina ed alcune in fotoinciso. Grande attenzione da parte di Paolo Marcuzzi (Model Victoria) nel mettere a suo agio qualunque modellista, esperto o no!
    Infatti nella confezione si trovano a corredo tre fondamentali dime per la corretta lavorazione delle fotoincisioni in dotazione, impossibile sbagliare!
     Sopra, le foto durante le fasi di realizzazione, una particolare cura va tenuta nella realizzazione della terza sezione (poppiera) del "maiale", dove va costruita l'elica, la griglia circolare, i timoni verticali - orizzontali ed in ultimo a modello finito i tiranti. Le difficoltà sono tutte in questa sezione!


    Si realizza il cruscotto, il posto anteriore era destinato al "pilota" del mezzo, pertanto in questa zona troviamo gran parte degli strumenti di manovra del mezzo.


I quattro tiranti dei timoni
Luciano Rizzato